Camera arbitrale islamica, Avruscio (Forza Italia): "No alla Sharia"

In merito alla notizia della Camera Arbitrale Isalmica Italiana di Padova, interviene anche il segretario cittadino di Forza Italia, Giampiero Avruscio: "Perché inserire la Sharia? Il problema non nasce tanto dall'esistenza dello strumento in sé, quanto dal nome scelto per definirlo: la Sharia. La Sharia evoca un sistema normativo completo, che nella tradizione religiosa islamica regola non solo gli affari, ma anche famiglia, matrimonio, eredità e rapporti tra i sessi. Usare questo termine per descrivere un arbitrato commerciale crea un'ambiguità pericolosa: fa pensare che si stia legittimando un ordinamento alternativo, parallelo a quello statale. Questa ambiguità diventa un rischio giuridico concreto quando ad esempio le persone più vulnerabili all'interno della comunità, pensiamo in particolare alle donne, potrebbero sentirsi socialmente obbligate a rivolgersi a questo organismo anche per questioni che dovrebbero restare di competenza esclusiva dei tribunali italiani. Il regolamento interno, come riportato dagli articoli di stampa, descrive il diritto italiano come "residuale" rispetto alla Sharia, invertendo la logica che invece dovrebbe prevedere il contrario: è lo Stato a fissare i limiti, non la fonte religiosa. In sostanza: non è il contenuto tecnico-giuridico a essere automaticamente illegale, ma il nome scelto genera un cortocircuito comunicativo e simbolico, che rischia di confondere i confini tra scelta privata legittima e sistema normativo alternativo. Ed è proprio su questo scivolamento dal nome alla pratica concreta, che si concentra giustamente l'attenzione della Procura e il dibattito politico".
Così Giampiero Avruscio in una nota.

