VIDEO | Ciak, si taglia: l'Ue riduce i fondi alla Biennale, la Russia applaude e... cinema paga
Continua a far discutere il caso Biennale. Dopo la decisione della Commissione europea di raccomandare lo stop a due milioni di euro di finanziamenti destinati ai progetti della Mostra del Cinema, arriva anche la presa di posizione del Cremlino. Il portavoce di Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha infatti ringraziato la Biennale di Venezia per aver mantenuto la collaborazione con la Russia, parlando di organizzatori "liberi dalla mentalità chiusa che domina oggi in Europa". Parole che rischiano di alimentare ulteriormente lo scontro politico.
Il taglio dei fondi europei riguarda il progetto "Biennale Cinema 360", che comprende il Venice Production Bridge e il Biennale College Cinema, iniziative dedicate ai giovani registi, ai produttori emergenti e allo sviluppo di nuove opere cinematografiche. Su un progetto complessivo da oltre cinque milioni di euro, i due milioni euro pei rappresentano quasi il 40% delle risorse.
La Fondazione Biennale, che definisce il contributo "marginale", è pronta a difendere le proprie ragioni. Domani il Consiglio di amministrazione, riunito a Ca' Giustinian, esaminerà il caso e le comunicazioni ricevute dall'Agenzia europea che gestisce i finanziamenti culturali.
Sul fronte politico, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, componente del Cda della Biennale, difende l'autonomia dell'istituzione culturale veneziana. Per Stefani, l'Unione Europea non può trasformare gli strumenti economici in strumenti di pressione politica, ribadendo che la libertà culturale deve rimanere un principio irrinunciabile. Sulla stessa linea anche la Lega, mentre il Governo mantiene un profilo prudente. Da Bruxelles, invece, resta ferma la posizione: secondo l'Unione Europea il sostegno alla cultura non può diventare un elemento di normalizzazione dell'aggressione russa all'Ucraina. Una vicenda che intreccia cultura, diplomazia e politica e che continua ad allargare il fronte delle polemiche.

