Cultura di Redazione , 08/06/2026 13:45

Finita la quarantena per il medico sudafricano a rischio hantavirus assistito dall’Ulss 6

Hantavirus (Imagoeconomica)
Hantavirus (Imagoeconomica)

"Ringrazio l’intera Ulss 6 e in particolare il Dipartimento di Prevenzione per aver gestito il caso con spiccata professionalità. E’ ripartito infatti verso casa il medico sudafricano assistito in quarantena dopo essere stato passeggero su un volo KLM dove era presente per un breve periodo anche una passeggera della nave da crociera interessata dal focolaio epidemico poi deceduta per Hantavirus”.
Lo dice il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, a fronte della conclusione del caso di contatto con Hantavirus gestito dalla struttura dell’Azienda sanitaria padovana.

Il medico è risultato negativo ai test effettuati (molecolare e sierologico) e sempre rimasto asintomatico. “Mettere in atto tutte le attività precauzionali e i protocolli nazionali e regionali - fa notare l’Assessore alla Sanità Gino Gerosa - è fondamentale per garantire la salute pubblica. In questo caso, ciò è stato fatto con encomiabile efficienza. Mi auguro che il paziente conservi un buon ricordo dell’assistenza ricevuta a Padova”.

“E’ stata una situazione con vari risvolti anche umani – aggiunge Stefani – perché il paziente, seppur mai sintomatico, si è trovato a dover rispettare un lungo periodo di restrizione della propria libertà e di attesa, solo e lontano da casa. Oltre a quella del personale sanitario, va segnalata anche la professionalità e l’umanità della struttura ricettiva che lo ha ospitato per il periodo della quarantena”.

IL DG BENINI RINGRAZIA I SANITARI “Desidero esprimere il mio più profondo e sincero ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati instancabilmente per garantire la massima sicurezza, la migliore accoglienza e la perfetta riuscita di questa delicata operazione, gestita nel pieno rispetto della privacy. Un ringraziamento speciale va al Dipartimento di Prevenzione dell'Ulss 6 Euganea diretto dal dr. Luca Sbrogio'. Il personale ha dimostrato elevata professionalità, competenza e attenzione alla persona, coordinando ogni fase del percorso con estrema precisione, curando tutti i particolari della vita quotidiana del nostro "ospite" e adoperandosi per rendere meno impattante il lungo tempo della quarantena trascorso lontano da casa" ha detto il direttore Generale dell'Ulss 6, Patrizia Benini, in una nota.

Benini ha aggiunto: "Il mio apprezzamento va anche al personale della struttura ricettiva e a tutte le ulteriori figure dell'Ulss 6 e delle altre Istituzioni che hanno lavorato in sinergia senza mai far mancare il proprio supporto operativo e umano. Questo episodio ha dimostrato concretamente che il sistema è sempre pronto ad agire e ad agire sinergicamente: la base di questa positiva gestione di una situazione complessa è stata l'applicazione rigorosa del programma di accoglienza e gestione del rischio, in raccordo costante con la Regione del Veneto e il Ministero della Salute. Quanto accaduto è la prova tangibile di un principio fondamentale: la sicurezza si costruisce prima dell'emergenza. Grazie alle simulazioni e alle esercitazioni che vengono costantemente portate avanti "in tempo di pace" nell'ambito del Piano Pandemico Influenza (PanFlu), la macchina organizzativa ha risposto in modo pressoché immediato, operativo ed efficace. L'addestramento continuo si è tradotto, una volta ricevuto l'alert nazionale e regionale, in una reale e tempestiva capacità di protezione del singolo e della comunità".

“A tutta la Squadra va la mia più profonda gratitudine per il lavoro svolto, per la dedizione dimostrata e per aver confermato, ancora una volta, l'eccellenza e l'affidabilità della nostra rete di prevenzione sanitaria. Cosa ci rimane? Un'esperienza forte, professionale e umana, che va ben oltre il mero dato sanitario, investendo aspetti relazionali che hanno fatto la differenza” ha concluso Benini.