Educandato San Benedetto, Turrin (FdI): Salviamolo dalle storture della burocrazia

Riceviamo e pubblichiamo l'appello del consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Enrico Turrin:
"L'Educandato Statale San Benedetto, situato nel quartiere Arcella, si trova oggi a fronteggiare una situazione critica dovuta ad un cortocircuito istituzionale che rischia di comprometterne la sopravvivenza. Una eventualità che dobbiamo assolutamente scongiurare, non solo perché determinerebbe una ingiustificata decadenza dell’offerta formativa e scolastica cittadina e provinciale, ma anche e soprattutto per quelle centinaia di studenti e relative famiglie che pagherebbero il prezzo di una burocrazia che non ammette correzioni. Vi è, infatti, il concreto pericolo di una mancata attivazione di nuove classi prime che ha giustamente sollevato la ferma contrarietà e preoccupazione delle famiglie. Un problema che riguarda però anche il quartiere e la comunità nel suo complesso: il San Benedetto non è soltanto una scuola con indirizzo di Liceo Classico Europeo, ma rappresenta un presidio culturale ed educativo fondamentale per un quartiere fragile come l'Arcella.
La sede padovana dell'Educandato è infatti una succursale di Montagnana attiva dal 2018 presso il convitto Magarotto di Padova.
Il problema è strettamente burocratico, nonostante diversi anni di attività come Liceo Europeo, non ha infatti mai ottenuto un autonomo codice meccanografico con il relativo riconoscimento ministeriale a livello formale. Non è questo il momento delle polemiche, ma delle soluzioni. Agli studenti ed alle famiglie, nonché a noi, poco importa attribuire colpe, quello che interessa è la veloce risoluzione del problema e la ferma volontà nel procedere in tal senso da parte di tutte le istituzioni coinvolte.
Oltretutto, la normativa generale (salvo eccezioni) riserverebbe ai soli convitti l’attribuzione del titolo di “Liceo Europeo”, dunque non si capisce perché riservare tale funzione ad altro istituto (non convitto) e privarne il San Benedetto/Magarotto.
Sia chiaro, nessuno vuole mettere in dubbio tale facoltà anche al liceo Tito Livio, anzi l’ampliamento dell’offerta formativa deve essere un obiettivo di tutte le istituzioni, soprattutto in questi tempi in cui la formazione scolastica è tornata al centro del dibattito pubblico e deve rappresentare un valore aggiunto trasversale per le nuove e future generazioni di studenti. La coesistenza di due licei dello stesso indirizzo è dunque auspicabile e assolutamente non alternativa. Per questo, sentiti alcuni rappresentanti delle famiglie che mi hanno interessato del problema, mi sono subito attivato con Provincia e Regione nel tentativo di risolvere positivamente la situazione di stallo. L’impoverimento dell’offerta formativa e l’enorme disagio che arrecherebbe agli studenti è un’alternativa che non ci possiamo permettere".

