Cronaca di Redazione , 29/10/2026 7:25

VIDEO | Furti per un milione di euro in aziende venete: sgominata la banda

Le immagini di una spaccata

Sette misure cautelari eseguite dalla Polizia di Stato nei confronti di altrettante persone gravemente indiziate di appartenere a un gruppo criminale specializzato nei furti ai danni di aziende e attività industriali tra Veneto ed Emilia-Romagna. L’operazione è scattata nelle prime ore di mercoledì 28 ottobre, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari di Padova, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento prevede la custodia cautelare in carcere per il presunto capo del gruppo e altre misure, tra arresti domiciliari e divieti di dimora, per gli altri indagati.

Tredici episodi in pochi mesi

L’inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile di Padova nell’arco di oltre sei mesi, ha permesso agli investigatori di ricostruire, secondo l’ipotesi accusatoria, un’attività criminale organizzata che avrebbe preso di mira aziende metalmeccaniche e imprese specializzate nella lavorazione e commercializzazione di metalli.

Tra aprile e luglio 2026 sono stati ricostruiti 13 episodi di furto aggravato o tentato furto. Il valore complessivo dei beni sottratti e dei danni economici è stimato in circa un milione di euro.

Nel mirino dei presunti autori sarebbero finiti soprattutto rame, carburo di tungsteno, utensili industriali e altri materiali di elevato valore commerciale, oltre a capi d’abbigliamento firmati, biciclette, ricambi per auto e vino pregiato.

Auto rubate e accessi attraverso i capannoni

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe agito con modalità ricorrenti: sopralluoghi preventivi, selezione degli obiettivi, effrazione degli accessi e impiego di veicoli rubati per raggiungere gli stabilimenti o trasportare la refurtiva.

In alcuni casi, i ladri avrebbero utilizzato automobili come arieti per sfondare gli ingressi; in altri, avrebbero praticato fori nelle pareti dei capannoni per raggiungere i magazzini. Tra gli episodi contestati figurano furti di rame per diverse tonnellate, anche negli stabilimenti di Siemens Energy a Marghera e in aziende delle province di Padova, Treviso, Venezia e Bologna.

Agli indagati vengono contestati anche la ricettazione di un autocarro Fiat Ducato e il furto di un furgone Citroën Jumper, utilizzati, secondo l’accusa, per commettere alcuni dei colpi.

Il presunto capo in carcere

Al termine delle operazioni, il presunto capo del gruppo, residente in provincia di Rovigo, è stato accompagnato in carcere. Gli altri destinatari delle misure sono stati sottoposti ai provvedimenti disposti dall’autorità giudiziaria.

L’indagine avrebbe consentito di delineare una struttura organizzata, con ruoli e modalità operative ricorrenti, attraverso l’analisi degli episodi e gli accertamenti investigativi.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.