VIDEO | Caso Jaconis: processo rinviato al 27 novembre, indagati i genitori dell'allora 13enne
Rinviato al 27 novembre il processo sulla morte di Chiara Jaconis, la turista padovana 30enne morta a Napoli dopo due giorni di agonia il 17 settembre 2024 all’Ospedale del Mare. La prima udienza doveva tenersi in mattinata. La ricostruzione dei fatti riporta a quel pomeriggio di metà settembre di due anni fa: Chiara Jaconis stava passeggiando assieme al fidanzato tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, godendosi gli ultimi momenti di vacanza a Napoli prima di fare rientro a Padova. All’improvviso la tragedia: la giovane è stata colpita alla testa da una statuetta in onice, dal peso compreso tra i 2 e i 4 chili e mezzo, precipitata dal terzo piano di un edificio in via Santa Maria Teresella, lanciata, secondo l’accusa, da un ragazzino, all’epoca dei fatti 13enne, non imputabile. Le lesioni craniche riportate si sono rivelate fin da subito irreversibili. L’accusa: omesso controllo e cooperazione in omicidio colposo. Dal punto di vista giudiziario, l’inchiesta coordinata dalla Procura ordinaria di Napoli ha puntato i riflettori sulla gestione e sulla sorveglianza dell’abitazione da cui è partito l’oggetto. Secondo gli inquirenti, i genitori del ragazzo sarebbero stati perfettamente consapevoli dell’abitudine del figlio di lanciare oggetti dalle finestre. Un’abitudine pericolosa, tanto che, come è emerso dalle indagini, in casa sarebbero stati installati dei chiavistelli di sicurezza su balcone e finestre per impedire che il ragazzino potesse affacciarsi. Nonostante le precauzioni, il giovane sarebbe riuscito a entrare in possesso degli oggetti pesanti e di scagliarli all’esterno. Per questi motivi, i genitori sono indagati ora per omessa vigilanza sul figlio e cooperazione in omicidio colposo.

