Tentata truffa del finto carabiniere ai danni di due ottantenni: arrestata una coppia di Caserta

Hanno tentato di raggirare una coppia di anziani con la tecnica del finto carabiniere, ma l’intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di sventare il colpo e arrestare i presunti responsabili. Protagonisti della vicenda un giovane di 22 anni, con precedenti specifici, e una ragazza di 19 anni, entrambi residenti nella provincia di Caserta e accusati di tentata truffa in concorso.
La vicenda si è verificata nella giornata di mercoledì 21 ottobre, quando un pensionato di 82 anni si è presentato, intorno alle 12.30, al Comando dei Carabinieri di via Rismondo a Padova, visibilmente preoccupato per quanto gli stava accadendo.
Poco prima, mentre si trovava nella propria abitazione insieme alla moglie ottantenne, l’uomo aveva ricevuto una telefonata sulla linea fissa da parte di un interlocutore che si era qualificato come carabiniere. Il sedicente militare gli aveva chiesto di recarsi urgentemente in caserma per disconoscere una targa automobilistica che sarebbe stata utilizzata per commettere un reato. Successivamente, il pensionato era stato ricontattato sul cellulare e invitato ad acquistare una marca da bollo prima di raggiungere la sede dell’Arma. Il falso carabiniere gli aveva anche indicato il cognome di un presunto collega che lo avrebbe accolto all’ingresso, intimandogli di non interrompere la conversazione telefonica durante il tragitto. L’anziano aveva quindi lasciato casa per dirigersi verso via Rismondo, mantenendo la comunicazione aperta. Una volta arrivato in caserma, ha mostrato il telefono ai militari, che hanno immediatamente compreso di trovarsi di fronte a un tentativo di truffa.
MOGLIE NEL MIRINO DEI TRUFFATORI Ricostruita la dinamica, i Carabinieri si sono precipitati nell’abitazione della coppia, in zona Prato della Valle, preoccupati soprattutto per la moglie dell’82enne, rimasta sola in casa.
Giunti sul posto, i militari hanno sorpreso il 22enne mentre si trovava all’esterno dell’immobile e scuoteva violentemente il portoncino d’ingresso e le inferriate, nel tentativo di entrare. Poco distante, sul lato opposto della strada, è stata individuata la complice, una 19enne che si guardava intorno con circospezione, svolgendo il ruolo di vedetta.
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire anche quanto accaduto all’interno dell’abitazione. Dopo la partenza del marito, la donna era stata contattata telefonicamente dal sedicente carabiniere, che le aveva raccontato di una denuncia per furto presentata presso una gioielleria. Il suo nominativo sarebbe emerso nell’ambito della vicenda e, per questo motivo, sarebbe stato necessario verificare la provenienza dei suoi gioielli.
Con questo pretesto l’anziana era stata convinta a sistemare gli oggetti d’oro su un tavolino, in attesa dell’arrivo di una persona incaricata di visionarli e fotografarli. Poco dopo si era presentato alla porta proprio il 22enne, successivamente riconosciuto dalla vittima. Quando la donna gli ha chiesto di esibire un tesserino di riconoscimento, il giovane si è rifiutato e avrebbe tentato di forzare l’ingresso, scuotendo con violenza il portoncino.
L'ARRESTO I due giovani sono stati bloccati e accompagnati in caserma per gli accertamenti. Dichiarati in stato di arresto per tentata truffa in concorso, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza del Comando provinciale, su disposizione della Procura, in attesa dell’udienza di convalida. Il giudice ha convalidato gli arresti e disposto nei confronti di entrambi gli indagati la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.
L’Arma dei Carabinieri ha rinnovato l’invito alla popolazione, in particolare alle persone anziane, a prestare la massima attenzione ai tentativi di raggiro. Due le raccomandazioni fondamentali: non aprire la porta a sconosciuti il cui arrivo non sia stato preventivamente concordato o verificato e contattare immediatamente il numero di emergenza 112 in caso di dubbi. I Carabinieri ricordano inoltre che nessun appartenente alle Forze dell’Ordine è autorizzato a chiedere denaro, gioielli o altri preziosi, né pagamenti di alcun genere, direttamente nelle abitazioni private.

