Pianificavano uno sciopero violento, il Presidente Canella: "Condannare senza esitazione"

“Quello che emerge dalle indagini della Digos è inquietante. Ragazzi di 15, 16 e 17 anni che nelle loro conversazioni parlano di molotov, pistole, incendi, aggressioni alle Forze dell’Ordine e devastazioni. Non possiamo considerare tutto questo una ragazzata, né archiviarlo come una semplice esagerazione verbale. Sono segnali gravissimi, che meritano la massima attenzione. Non si può invocare il diritto di manifestare e contemporaneamente progettare di mettere a ferro e fuoco una città. La libertà di protesta non è una licenza di violenza”. Così in una nota Daniele Canella, presidente della Provincia di Padova.
“Voglio esprimere il mio più convinto apprezzamento al Questore e agli uomini e alle donne della Digos e della Polizia di Stato - aggiunge -. Il loro intervento preventivo ha consentito di affrontare una situazione potenzialmente molto pericolosa. A loro va la piena vicinanza delle istituzioni”.
Canella insiste: “C’è una domanda che dobbiamo avere il coraggio di porci: come siamo arrivati al punto che ragazzi ancora minorenni possano anche solo pensare di presentarsi a una manifestazione con armi, ordigni incendiari e il volto coperto? È una questione che riguarda le famiglie, la scuola e l’intera società. Non possiamo abituarci all’idea che la violenza diventi un linguaggio normale, che le Forze dell’Ordine siano considerate nemici da aggredire e che la distruzione di beni pubblici e privati possa essere scambiata per una forma di partecipazione. Le ragioni degli studenti che chiedono edifici sicuri e scuole migliori meritano rispetto e risposte concrete. Come Presidente della Provincia non mi sono mai sottratto al confronto e continuerò ad assumermi fino in fondo le responsabilità che competono al nostro Ente. Proprio per rispetto degli studenti che manifestano pacificamente, bisogna avere il coraggio di condannare senza esitazioni chi pensa di trasformare una protesta in uno scontro”.
“Non accetto che i disagi espressi dagli studenti e le richieste per superare tali problemi, diventino alibi per giustificare la violenza. Non accetto che chi indossa una divisa per garantire la sicurezza di tutti venga trasformato in un bersaglio. E non accetto che il diritto di manifestare venga utilizzato come scudo per comportamenti che nulla hanno a che vedere con la democrazia. La libertà si difende rispettando le regole, non calpestandole. E su questo le istituzioni non devono arretrare di un millimetro” ha concluso Canella.

